If you travelling in the north country fair

Le persone che incontri lungo il tuo cammino sono speciali.
Un viaggio è un’ esperienza di crescita, è un percorso che vivi fuori e dentro di te. Paure, preoccupazioni, gioie e dolori. Non c’è viaggio che possa salvarti se la tua anima non è libera.
Se sei pronto a scoprire qualcosa di profondo dentro di te e sei curioso, allora puoi viaggiare. Può essere doloroso, malinconico e esistenziale. Può aiutarti a sciogliere nodi del passato o a provarci.

Due anni fa abbiamo comprato un Van del 92, un classico Volkswagen california che nasce già camperizzato con cucina, frigo, letto, mobili.
Abbiamo preso questa decisione perché volevamo avere un mezzo per partire quando ne avevamo voglia, ma da utilizzarlo anche come macchina.
Così quando Stephanie mi ha chiesto di tornare in Svezia per realizzare le fotografie del suo nuovo libro, io e il mio compagno ci siamo studiati un piano per partire con il van.
5 mesi di viaggio tra esperienze di disagio alla Robin Williams nel film: Vita da camper, a esperienze di amore per la natura alla Tourea in Walden.
Il van= scomodità, no bagno, no privacy, no tutto. Ma lo rifarei altre mille volte.
Abbiamo realmente vissuto nel van per circa un mese e mezzo, dal momento che in Svezia sapevamo già dove alloggiare durante il periodo lavorativo grazie ad amici che ci hanno calorosamente ospitato.

Siamo partiti a fine aprile con la consapevolezza che a giugno e agosto avrei dovuto realizzare le foto per il progetto di un libro meraviglioso in Svezia.
Avevamo necessità di abbandonare la vita quotidiana e abbiamo combinato questa esigenza con il lavoro.
In famiglia abbiamo sempre viaggiato con il camper, quindi sono abbastanza abituata alla vita da campeggio, ma non avevo considerato che la differenza tra un mezzo come il camper e un van è paragonabile a un hotel 5 stelle e un ostello.

Corvara in Badia, parcheggio nel verde

Tra le differenze più evidenti troviamo la possibilità di muoverti liberamente eretto per tutto il tempo che vuoi e un bagno quasi vero, con il camper.
Il van invece ha il tetto che si apre in modo manuale, ma solo quando sei fermo e un bagno non c’è a meno che ne acquisti uno portatile. La preferenza tra utilizzare un water di plastica che poi dovrai pulire o andare nella natura, penso sia chiara a tutti.

Quindi quando ti trovi in un campeggio tu sembri il nomade inesperto, senza neanche un tavolo vero dove poggiarti e di fianco a te hai una bellissima coppia di 70enni tedeschi che non solo hanno sistemato un tavolo grande quanto tutto il nostro van, ma hanno anche una bellissima pianta di basilico sopra.

Le nostre prime giornate di viaggio sono state estenuanti. In Italia non è consentito il campeggio libero e la maggior parte delle aree di sosta non hanno bagni, quindi sei costretto in un certo senso ad andare nei campeggi, se sei alle prime esperienze.
Con un viaggio così lungo è difficile organizzarsi con il clima a cui andrai incontro, troverai diverse temperature, ti porti dietro abiti per il freddo, caldo, coperte, due computer, due macchinette, eravamo veramente carichi.

Prima parte del viaggio: da Pescara a Iserlhon

  1. – Pescara
  2. – Sirmione
  3. – San Lorenzo di Sebato
  4. – Calceranica al lago
  5. – Lago di Braies
  6. – Innsbruck
  7. – Rothenburg
  8. – Iserlhon

All’inizio hai la sensazione di vivere in una tenda, quel metallo sottile che ti divide dall’esterno non ti dà la stessa sicurezza delle mura di casa.
Ma una volta che ci prendi l’abitudine diventa il tuo posto sicuro.

Lago di Garda, Lago di Braies, Germania, Svezia.

12 giorni nel Van, 1 settimana a casa dai parenti di Antonio a Iserlhon e poi di nuovo sulla strada fino a casa di Stephanie.
Una volta che siamo partiti, abbiamo deciso di prendercela con comodo. In realtà la nostra intenzione era di partire anche prima di fine aprile, ma per varie esigenze non siamo riusciti.
Ne avevamo abbastanza di tutto in quel periodo, e con quei pochi soldi messi da parte cercavamo solo di scappare dalla routine.


Ti svegli la mattina e la tua camera da letto si affaccia sul verde, non hai bisogno di fare neanche mezzo metro che aprendo il portello del van sei già con i piedi nell’erba. Provi sentimenti contrastanti dal rilassamento profondo alla stanchezza e dolori muscolari di ogni genere.
Ogni giorno è diverso, non riesci a pianificarlo, segui il flusso e a volte questo può portare a confusione e disagio, ma allo stesso tempo cominci ad abituarti e ti senti libero, libero dalle convenzioni sociali, libero di sbagliare, libero di vagare per le strade di una città.
Incontri individui particolari, viaggiatori solitari, signori in pensione, sei una calamita umana di occasioni.

Ponte di collegamento tra Danimarca e Svezia.
Seconda parte del viaggio da Iserlhon a Smalland

  • Germania
  • Danimarca
  • Svezia
  • Casa di Steph

Siamo arrivati a casa di Stephanie e Clint a fine maggio, abbiamo vissuto da loro per circa due mesi: 1 mese durante la preparazione e gli shooting del libro per la prima parte di giugno e 1 mese ad agosto durante la seconda parte dello shooting.
La zona in cui ci troviamo è nel sud della Svezia, completamente immersi nella foresta.
Stephanie ci ha ospitato nella sua casa di legno in giardino, una stanza con scrivanie, armadi e un letto, con grandi finestre esposte sulla via della foresta.
Per il bagno e la cucina avevamo a disposizione la casa in cui vivono.
Abbiamo passato delle giornate memorabili, lunghe chiacchierate e risate davanti a del buon cibo.

2 YEARS BACK:

Perché dovremmo insistere quando qualcosa la vogliamo davvero:
Non dobbiamo prendere le persone per sfinimento, ma se sentiamo dal profondo che possiamo fare ancora qualcosa, allora non ci resta che mandare una seconda email!
Nel 2021 su workaway ho trovato questo splendido centro di ritiro in Svezia dove cercavano ragazzi per un progetto di ESC ( European Solidarity Corps)
Il progetto da loro proposto era insegnare a coltivare in modo sostenibile, imparare a cucinare naturale, durante eventi di Yoga e meditazione.
Tutto ciò che avrei potuto fare anche in Italia, ma era un’occasione di fare un’esperienza in un posto meraviglioso nel bosco.

In realtà la mia richiesta per questo progetto non era stata accettata.
Ma volevo andarci lo stesso, così ho scritto una seconda email più di cuore e ho chiesto loro di essere volontaria in questo luogo e donare le mie fotografie durante gli eventi.
Questa volta la mia proposta è stata accettata, dalla stessa persona che poi è diventata una cara amica e mi ha chiesto di realizzare le fotografie per il suo secondo libro.

Ho passato qui 3 mesi splendidi, conosciuto persone incredibili e conservo dei ricordi indelebili.

An Ode to the swedish soil in making

”An ode to the Swedish soil” di Stephanie Versiftè un libro educativo che parla di amore per la terra.
Stephanie ha coinvolto le aziende agricole locali di Smalland e le ha messe in risalto nel libro parlando dei prodotti che coltivano, delle tecniche utilizzate, realizzando poi delle ricette esclusivamente con i prodotti che nascono in questa regione.

Ha inserito la raccolta delle erbe spontanee, dei funghi selvatici, ogni elemento è stato trattato con amore e cura.

Quando mi ha chiesto di realizzare le fotografie per questo suo secondo libro, per me è stato un enorme sì.

Nonostante questi 3000 km di distanza, Stephanie ha pensato a me per curare l’immagine del suo libro, conoscendomi e sapendo fosse un progetto che risuonava in me e la ringrazio ancora di cuore per avermelo chiesto.

Curare l’immagine per il libro di Stephanie è stato gratificante. Nonostante il progetto fosse suo, le tematiche e il modo in cui voleva parlarne era molto vicino a me, quindi per la realizzazione delle fotografie ho avuto la fortuna di andare di cuore e di istinto.
Ho potuto dare voce alla mia creatività e al mio amore per la natura.

Abbiamo visitato 7 realtà differenti da aziende agricole locali, coltivatori di frutti tropicali in serra ad acqua ponica a vivai fuori dal comune.
Il periodo in cui abbiamo scattato le foto è stato considerato in base agli ortaggi, bacche, erbe spontanee di quella specifica stagione.

NORVEGIA 08/06/23 – 24/06/23

Terminata la prima parte dello shooting di giugno siamo partiti per un viaggio più selvaggio verso le terre del nord.
E’ stata un’esperienza ricca di emozioni. E’ un luogo magico. Osservando le maestose montagne sei sbalordito e se ti concentri puoi sentire quasi respirare quelle rocce che un tempo erano dei giganti.
E’ un luogo pieno di energie.

Luglio – Settembre 2023
Luglio è stato il mese di pausa dal libro, ma ho lavorato come fotografa per due festival all’interno del centro di ritiro in cui ero stata 2 anni prima.
Quindi in questo periodo abbiamo vissuto sempre nella stessa situazione, una piccola cabina di legno nella fitta foresta che circonda Mundekulla.